sabato 28 marzo 2009
martedì 23 settembre 2008
Non c'è limite all'infamia.
Se penso ai tantissimi giovani che durante gli anni settanta sono morti ammazzati dagli antifascisti che oggi Fini cita ad esempio mi monta una rabbia....
E i giovani di An, quelli che ci salutano romanamente, che al collo portano la celtica e che ogni anno commemorano i camerati assassinati non hanno niente da dire?
" E' doveroso dire che non si può equiparare chi combattè per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buona fede stava dalla parte sbagliata"
Gianfranco Fini, Ramelli, Pedenovi e tutti i Camerati assassinati non hanno nulla da dire?
Se penso ai tantissimi giovani che durante gli anni settanta sono morti ammazzati dagli antifascisti che oggi Fini cita ad esempio mi monta una rabbia....
E i giovani di An, quelli che ci salutano romanamente, che al collo portano la celtica e che ogni anno commemorano i camerati assassinati non hanno niente da dire?

" E' doveroso dire che non si può equiparare chi combattè per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buona fede stava dalla parte sbagliata"
Gianfranco Fini, Ramelli, Pedenovi e tutti i Camerati assassinati non hanno nulla da dire?

Quelli di Salò avevano torto, impossibile equipararli ai resistenti", parola di Gianfranco Fini (22: il matto). La festa dei giovani di Alleanza Nazionale (48: morto che parla) si è trasformata in una grande lezione di storia presieduta da uno dei peggiori "storici" del nostro paese. Ma prima di parlare di Fini, è giusto spendere due parole sul pubblico che ha ascoltato la sua delirante congettura storica. Un pubblico di ex giovani che ha messo da parte l'orgoglio e l'appartenenza, ha chiuso nel cassetto le bandiere di un tempo e si vergogna perfino di esporre quella fiamma che ha accompagnato tante battaglie della destra italiana. Anche i manifesti hanno risentito di questo cambiamento di rotta: da "Azione Giovani" si è passato a "Giovani in Azione", dalla fiamma si è passati ad un più "democratico" tricolore per non urtare la sensibilità delle new entry di Forza Italia, che con il MSI e la sua storia non hanno niente a che fare. In uno scenario come questo il Presidente della Camera si presenta in veste quasi informale: dismessa l'orribile cravatta rosa che accompagna ogni sua uscita pubblica, messo da parte il "gessato" del Lunedì, eccolo sfrecciare fresco come una rosa: camicia svolazzante azzurra, giacca blu con i bottoni color oro, pantaloni grigio scuro (75: pulcinella). Un pò di sorrisetti ai giornalisti, qualche posa, e poi si parte, la lezione ha inizio: "Chi è democratico è antifascista" e "se si è intellettualmente onesti, bisogna avere il coraggio di non negare la storia: Il fascismo fu dittatura". Perla finale: "Sono dati fattuali, c’è una verità storica". Un pugno nello stomaco, netto e deciso. La folla applaude, i suoi colonnelli gongolano (12: i soldati). Gongola perfino La Russa (57: il gobbo), che nei giorni scorsi aveva infuocato la polemica ricordando anche il sacrificio dei giovani caduti della Repubblica Sociale Italiana. Bacchettato da Fini, si è rimesso in riga. Dopo l'esaltazione della "generazione '68", dopo il discorso d'apertura alla camera interamente dedicato al 25 Aprile e al 1 Maggio, dopo la proposta di voto agli immigrati, Gianfranco Fini riscrive una nuova pagina della storia d'Italia, una pagina che si inserisce idealmente nel suo capolavoro intitolato "Il Voltagabbana - Da Mussolini Grande Statista a il Fascismo come male assoluto". Viene da chiedersi se il Presidente della Camera abbia mai letto i magnifici libri di Giampaolo Pansa, abbia mai riflettuto realmente sulla Resistenza e sui crimini commessi dai partigiani prima di blaterare sentenze assurde. Un dubbio nutrito da molti, a destra. Ecco la reazione di Francesco Storace: "Penso ai giovani Caduti del Msi. Quelli che salutammo per troppe volte con il grido presente. Quelle bare le portammo a braccia tutti noi, c’era anche il segretario del Fronte della Gioventù che certo non sognava di diventare presidente della Camera dei Deputati. Penso ai Caduti di via Acca Larentia, assassinati perché uccidere un fascista non era reato. E penso che il 7 gennaio di quest’anno, Gianfranco Fini, accompagnato da tutti quelli che ora gli dicono bravo e ieri strillavano onore ai camerati assassinati, è andato a commemorarne il trentennale. Anche i giovani del Msi stavano dalla parte sbagliata, onorevole Fini?" Una domanda che vorremmo tutti porre a chi, per rincorrere il potere (46: il denario), ha rinnegato sè stesso, la propria storia, la propria identità; un uomo piccolo piccolo che ha tradito il popolo della destra e ora gode della sua posizione (82: la tavola imbandita). La lezione termina con un applauso scrosciante. Nessuna contestazione, nessun moto d'orgoglio. Gli ex camerati hanno rinnegato anche l'ultimo pezzo di storia. Ora, la smettano di definirsi di "destra".
LA PACIFICAZIONE NAZIONALE NON PASSA PER L'OCCULTAMENTO DELLA VERITA'.
NOI SIAMO DEMOCRATICI SENZA L'OBBLIGO DI SENTIRCI ANTIFASCISTI
GIANFRANCO (DAL BLOG LE RADICI PROFONDE)
ONORE AI CAMERATI ASSASSINATI

ABATE ORESTE
ADOBATI PIETRO
ALFANO BEPPE
ALIBRANDI ALESSANDRO
ALIOTTI ANTONINO
ALVAREZ ALESSANDRO
ANSELMI FRANCESCO
ANTONELLI GIULIO
ASSIRELLI ORLANDO
BASSA ERMINIO
BIGONZETTI FRANCO
BILLI ACHILLE
BOCCACCIO IVAN
CALIGIANI ORIO
CALZOLARI ARMANDO
CAMPANELLA ANGELO
CECCHETTI STEFANO
CECCHIN FRANCESCO
CIAVATTA FRANCESCO
CRESCENZI RODOLFO
CRESCENZO ROBERTO
CROVACE "MAMMAROSA" RODOLFO
DE AGAZIO FRANCO
DE ANGELIS NANNI
DE NORA PAOLO
DI NELLA PAOLO
DISCALA ELIO
DOMINICI BENVENUTO
ESPOSTI GIANCARLO
FALDUTO ANDREA
FALVELLA CARLO
FERRARI SILVIO
FERRERO ENRICO
FERRI VITTORIO
FERRORELLI GIOVANNI
GATTI FERRUCCIO
GHISALBERTI FELICE
GIAQUINTO ALBERTO
GIRALUCCI GRAZIANO
GIUDICI BRUNO
GRILZ ALMERIGO
JACONIS CARMINE
LABBATE BRUNO
LOCATELI "MICHELIN" FRANCO
LUPARA SERGIO MILANO
MACCIACCHINI EVA
MACCIO' DIEGO
MAGENES GIORGIO
MAINO ANTONIO
MANCIA ANGELO
MANFREDI RICCARDO
MANGIAMELI FRANCESCO
MANTAKAS MIKIS
MANZI LEONARDO
MASSAIA LEONARDO
MATTEI STEFANO
MATTEI VIRGILIO
MAZZOLA GIUSEPPE
MEGGIORIN CLAUDIO
MENEGHINI ENRICO
MINETTI RICCARDO
MONTANO SAVERIO
MORTARI I GINO
NARDI GIANNI
NIGRO FRANCESCO
PAGLIA FRANCESCO
PAGLIAI PIERLUIGI
PALLADINO CARMELO
PEDENOVI ENRICO
PETRUCCELLI MICHELE
PISTOLESI ANGELO
PRINCIPI PIETRO
RAMELLI SERGIO
RECCHIONI STEFAN0
SANTOSTEFANO GIUSEPPE
SCARCELLA PINO
SCARPETTI ALDO
SPEDICATO WALTER
TANZI BRUNILDE MILANO
TRAVERSA MARTINO
VALE GIORGIO
VENTURINI UGO
VIVIRITO SALVATORE
ZAVADIL ANTONIO
ZAZZI EURO
ZICCHIERI MARIO
ZILLI EMANUELE
ZUCCHIERI MARZIO
E TUTTI GLI ALTRI CHE CONTINUANO A VIVERE IN QUEI CUORI CHE RENDONO LE LORO VITE SPEZZATE, PER SEMPRE IMMORTALI!
Iscriviti a:
Post (Atom)
